OH, BELLA, CIAO!, originally uploaded by lozoodisimona.
90 ANNI di “femminilità” ternana, oggi, hanno finito il proprio racconto, in presa diretta.
La SIGNORA VECCHIETTI, per come la conoscevano i piu’, Bruna Serafini all’anagrafe, “SORA BRUNA” per le generazioni e generazioni di ternani che, fino all’inizio degli anni ’80, prendevano ancora lezioni di stenografia e dattilografia, da Lei.
CLASSE 1920, classe da vendere!
Guidava la Lambretta in costume, sulla riva del mare, negli anni ’40, facendosi fotografare. Prendeva la Corriera, la domenica mattina, con gli sci di legno in spalla, per andare a sciare a Terminillo.
Una delle prime donne, a Terni, ad avere la patente, per guidare la sua bianchina decappottabile.
Bella, altera e sempre curatissima: perchè “avere cura di se stessi è anche un modo per rispettare gli altri!”.
Lei che ti raccontava come si stava “sfollati” a Stroncone, durante la Seconda Guerra Mondiale e che il suo nome “Bruna”, insieme a quello della sorella maggiore “Libera”, provenivano dal nome di un parente, mai piu’ tornato dalla Prima Guerra mondiale: “LIBERA BRUNO”…ma, poi, nacque lei, femmina (femminilissima), e la scelta votiva dei genitori andò a benedirsi!
La naturalezza di racconti e visioni che passano dalle scatole di alici sotto-sale, barattate con macchine da scrivere Olivetti per allontanare la paura del post-guerra, al tremendo gerarca fascista sposato da sua sorella, a frammenti di racconti di pane e miele che mangiava il cardiologo Renato Donatelli (ma non ho mai capito se fosse lei a prepararli a questo nipote alla lontana!), ai parenti del marito che tolsero il titolo nobiliare alla sua discendenza perchè, lui, scelse di sposare una del popolo (come lei) di vent’anni piu’ giovane; spasimanti trentennali che se la volevano sposare nuovamente (rimasta vedova giovane) per portarla a vivere da Signora in Brasile; ma lei, MAI, avrebbe ceduto la sua potente superiorità solitaria per scendere a patti con un mondo che NON aveva più l’ “EDUCAZIONE” con la quale l’avevano cresciuta.
“SORA BRUNA”, con la sua 126 Fiat ed il cuscinetto circolare nei sedili dietro, si metteva in scia ai carri di Maggio, per farti capire che anche quella era Terni ed era tradizione da non dimenticare.
Lei che, con ZI’REMO, (che per anni ho pensato fosse veramente mio zio!), mi portavano a vedere “Lu fijo de pal’in faccia!”, ma poi, a casa, ricordava a tutti che”il pollo si mangia con le posate”, “il dialetto non è una lingua” e che si deve sempre portare il reggiseno, pure di notte, perchè le tette restano su meglio!
Non ha mai saltato un’edizione del Messaggero con la Cronaca di Terni, neanche quando era al mare.
Giorgio, di Radio Galileo, pareva fosse il suo figlio adottivo, per tutti gli anni che lo ha seguito, nelle sue trasmissioni mattutine, da quella radiolina sopra il frigo della cucina.
I libri di Layla li aveva letti tutti, cosi’ come tutto quello che le capitava sotto mano “perchè ricordatevelo, la conoscenza è potere e leggere tiene il cervello allenato”!.
…una che non ha mai chiesto niente a nessuno, ha sempre usato l’espressione “GRAZIE”, nella sua regale, religiosissima, vita riservata degna di una FEMMINA VERA.
OH, NONNA, CIAO!
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